I RITARDATARI HANNO PIÙ SUCCESSO... E VIVONO PIÙ A LUNGO!

26.08.2019

Essere sempre in ritardo ha anche aspetti positivi e soprattutto diverse motivazioni.

Essere perennemente in ritardo non significa necessariamente essere sbadati o disorganizzati.

I "ritardatari cronici" hanno piuttosto un approccio molto positivo verso la pianificazione della loro giornata, sono convinti che riusciranno a fare per tempo tutto ciò che avevano in programma e prendono così la vita con maggiore relax, godendo di conseguenza di una salute migliore.

Il loro atteggiamento li porta ad immergersi con talmente tanta passione in ciò che fanno, da dimenticarsi dell'orologio e, come sottolinea uno studio dell'American Psychological Association, ad avere più successo.

Le stesse considerazioni non passano tuttavia per la mente di chi si trova invece sempre ad aspettare un ritardatario cronico.

"Il tempo viene percepito in maniera soggettiva", spiega la life coach Barbara Grassi. "C'è chi dà molto valore al tempo perché è improntato alla puntualità e c'è chi dà importanza alle emozioni e a quello che sta vivendo. In occidente il tempo è percepito in maniera lineare, in progressione continua, ci si concentra sul fare a scapito del sentire, della qualità della vita, delle persone stesse. Dietro c'è un bisogno quasi ossessivo di organizzare, di controllare il futuro e il tempo stesso".

Il problema, per chi è in perenne ritardo, sorge nella difficoltà di costruire relazioni positive con chi ha una differente concezione del tempo.
Il consiglio? Quando ci si deve scusare per aver fatto tardi... la sincerità vince sempre!

I ritardatari però non sono tutti uguali.
Ci sono ad esempio gli svolgiati, costantemente in ritardo per mancanza di volontà. Se avete a che fare con uno di loro, ricordategli sempre l'importanza e la motivazione degli appuntamenti che hanno preso.

Gli indecisi ritardano perché non sanno cosa mettere o quale strada percorrere. Il suggerimento non può che essere di programmarsi con largo anticipo.

Per gli stressati, dimenticare l'orologio non è che una forma di difesa per sfuggire (con la scusa del ritardo!) a quegli appuntamenti che li mettono particolarmente in ansia. In questo caso può essere utile apprendere tecniche di rilassamento e riorganizzare l'agenda, così da avere meno appuntamenti ravvicinati da gestire.

I ribelli infine, associano la puntualità alla sottomissione e farsi attendere per loro non è che un modo per affermare la loro indipendenza.