COME LO SMARTPHONE HA INFLUENZATO IL CUSTOMER JOURNEY

07.12.2017

Secondo uno studio condotto da Google, controlliamo lo smartphone in media 150 volte al giorno con sessioni medie della durata di 70 secondi. Come possono i retailer sfruttare questi momenti per entrare in contatto con il proprio target di riferimento?

La risposta è in quelli che Google definisce come micro-moment, ovvero i momenti in cui le persone percepiscono un bisogno e cercano di soddisfarlo attraverso una consultazione online con il proprio smartphone. I micro momenti possono essere ovunque e il ruolo dell'azienda è quello di riuscire a essere presente nella maggior parte di essi in maniera esaustiva. Esistono, comunque, diverse tipologie di 'momenti':

  • "I-want-to-know-moments": Il 69% degli utenti conclude un acquisto in un sito in cui è stato facile reperire le informazioni, trovando le risposte ai propri quesiti in maniera semplice. In questi "moments" l'utente vuole conoscere e ottenere maggiori informazioni, su un prodotto di cui ha sentito parlare.
  • "I-want-to-go-moments": Il 71% dei possessori di uno smartphone lo ha utilizzato per localizzare un negozio. Un esempio di come si possono sfruttare questi momenti in cui il consumatore vuole sapere cosa c'è nelle sue vicinanze è Argos che attraverso un servizio online fornisce le offerte relative ai prodotti presenti nei negozi vicini.
  • "I-want-to-do-moments": il 91% degli utenti si rivolge al proprio smartphone per suggerimenti su come svolgere un determinato compito o attività e solo nel 2015 sono stati visionati, per oltre 100 milioni di ore, contenuti video con chiave di ricerca "How to".
  • "I-want-to-buy-moments": gli utenti che decidono di voler acquistare un prodotto trascorrono diverso tempo online verificandone caratteristiche, recensioni e prezzo. In questi momenti le aziende devono monitorare bene il brand, ascoltare cosa dice la Rete e affidarsi all'influencer marketing per riuscire a raggiungere il target e portarlo a concludere l'acquisto.